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Errori nelle etichette: un problema diffuso negli alimenti industriali per animali domestici.


mercoledì 5 settembre 2018


Errori nelle etichette: un problema diffuso negli alimenti industriali per animali domestici

Le informazioni inserite nelle etichette degli alimenti industriali permettono di capire le qualità nutrizionali del prodotto: ma sono corrette queste indicazioni?

Sebbene la regolamentazione europea dichiari che le etichette degli alimenti industriali, per cani e per gatti, debbano essere accurate, e fornire informazioni dettagliate sugli ingredienti, diversi studi scientifici documentano errori di etichettatura. In particolar modo alcuni studi mettono in evidenza la presenza, in alimenti industriali sia secchi che umidi, di proteine animali non segnalate in etichetta. Spesso la presenza di fonti animali diverse da quelle dichiarate è dovuta a contaminazioni nella fase di produzione e l'omissione da parte delle aziende non sempre è voluta o "cosciente". Tuttavia, questi errori possono portare a problematiche serie, soprattutto quando coinvolgono alimenti utilizzati per la diagnosi di reazioni avverse al cibo poiché, la presenza di ingredienti non dichiarati, può impedire la remissione dei sintomi, interferire con la buona riuscita della dieta ad eliminazione, e rendere impossibile al veterinario curante la formulazione di una diagnosi corretta.

L'eventuale presenza di fonti proteiche non dichiarate in etichetta può comunque essere un problema anche quando riguarda alimenti di mantenimento. Ad oggi, quando si sospetta una reazione avverse al cibo, l'unico metodo affidabile per arrivare ad una conferma diagnostica è impostare una dieta ad eliminazione. Ossia si sospende la dieta assunta in precedenza e si introduce un'alimentazione a base di una nuova proteina che l'animale non ha mai mangiato. Per il veterinario è quindi di fondamentale importanza conoscere tutte le proteine che l'animale ha assunto fino a quel momento. Risulta così ovvio come, un errore nelle etichette di un qualunque alimento, possa risultare forviante per il veterinario inducendolo a commettere un errore nella scelta della fonte proteica da utilizzare in una dieta ad eliminazione.

I diversi studi condotti hanno riportato numeri allarmanti sugli errori presenti in etichetta.
In uno studio del 2015 Maine At Al. hanno constatato che 15 alimenti su 17 contenevano proteine di pollo, bovino e maiale nonostante non fossero esplicitamente segnalati sulle corrispettive etichette.
Uno studio condotto da Okuna Et Al. su 52 alimenti industriali per animali domestici ha messo in evidenza che 20 di questi contenevano degli errori in etichetta. Alcuni di questi contenevano ingredienti non dichiarati in etichetta, mentre altri non contenevano le carni che invece venivano dichiarate in etichetta dai produttori.
Un ulteriore campanello di allarme ci arriva da un recente studio effettuato dalla dott.ssa Ricci At Al. in cui sono stati analizzati 40 alimenti dietetici, sia umidi che secchi, di cui 31 contenenti "nuove" fonti proteiche e 9 contenenti proteine idrolizzate. I risultati hanno rivelato che solo 10 di questi alimenti presentavano un contenuto che corrispondeva correttamente all'etichetta, mentre altri 23 rivelavano la presenza di specie animali non dichiarati in etichetta. I contaminanti identificati con più frequenza erano maiale, pollo e tacchino, ed erano presenti con maggior frequenza negli alimenti secchi rispetto agli alimenti umidi.

Numerosi nutrizionisti, anche tenendo in considerazione questi possibili errori, concordano che la dieta ad eliminazione casalinga basata su una sola fonte proteica (mai assunta in precedenza) e una sola fonte di carboidrato sia da preferire ad una dieta ad eliminazione con alimenti commerciali. Tuttavia, è importante ricordare che spesso una dieta casalinga di questo tipo non è nutrizionalmente corretta, risultando carente di calcio, acidi grassi essenziali, vitamine e microelementi. Deve perciò essere utilizzata solo per un breve periodo, il tempo necessario per confermare l'eventuale reazione avversa al cibo. Una volta arrivati a confermare la diagnosi risulta fondamentale, per il benessere dell'animale, rendere la dieta completa ed equilibrata al fine di soddisfare tutte le esigenze nutrizionali dell'animale.

BIBLIOGRAFIA
Maine IR, Atterbury R, Chang K-C. Investigation into the animal species contents of popular wet pet foods. Acta Vet Scand. 2015;57:7.
Okuma, T. A., & Hellberg, R. S. (2015). Identification of meat species in pet foods using a real-time polymerase chain reaction (PCR) assay. Food Control, 50, 9–17
Ricci R., Conficoni D., Morelli G., Losasso C., Alberghini L., Giaccone V., Ricci A et Andrighetto I.  Undeclared animal species in dry and wet novel and hydrolyzed protein diets for dogs and cats detected by microarray analysis. BMC Veterinary Research 2018 14:209
Ricci R., Granato A., Vascellari M., Boscarato M., Palagiano C., Andrighetto I., et al. Identification of undeclared sources of animal origin in canine dry foods used in dietary elimination trials. J Anim Physiol Anim Nutr (Berl) 2013;97(1):32–38.
Verlinden A, Hesta M, Millet S, Janssens GPJ. Food allergy in dogs and cats: a review. Crit Rev Food Sci Nutr. 2006;46:259–273.


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