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Alimentazione, Nutrienti, Patologie

Patologie su base ereditaria correlate con l'alimentazione.


mercoledì 7 agosto 2019


Patologie su base ereditaria correlate con l'alimentazione

Numerosi studi evidenziano la predisposizione di alcune razze allo sviluppo di patologie su base alimentare

Sindromi carenziali o intossicazioni dovute all'eccessiva somministrazione di alcuni nutrienti possono colpire qualunque soggetto, a prescindere dalla sua razza o dalla sua età, quando questo viene alimentato con una dieta sbilanciata che non rispetta i suoi fabbisogni nutrizionali. Tuttavia, esistono alcune patologie su base alimentare per le quali esiste un evidente predisposizione di razza.

Tra le più conosciute rientra sicuramente l'urolitiasi da urati d'ammonio del cane Dalmata. Studi hanno evidenziato come in alcuni cani, appartenenti a questa razza, la trasformazione dell'acido urico (derivante dal catabolismo delle purine) in allantoina non avvenga in maniera adeguata a causa di un difetto autosomico recessivo. L'eccessivo accumulo di acido urico si riflette in un'eccessiva eliminazione di questa molecola con le urine e, di conseguenza, con un aumentata probabilità di sviluppare calcoli da urati.  Dal punto di vista alimentare questi soggetti possono essere aiutati somministrandogli diete a basso contenuto di purine (contenute in maggior quantità nella carne e negli organi di origine animale), scegliendo fonti proteiche alternative come i latticini o le uova, nonché stimolando l'animale ad assumere un'adeguata quantità di acqua per ridurre i rischi di sovrasaturazione urinaria e precipitazione dei sali.  Oltre al dalmata, ci sono altre razze come lo yorkshire terrier, il bulldog francese o lo Schnauzer nano che sembrano essere predisposte allo sviluppo di questa patologia.

Tra le altre urolitiasi anche in quelle causate dalla cistina sembra esserci una predisposizione di razza. In particolar modo nel Basset Hound, nel bulldog inglese, nel bassotto e nell'Irish terrier sono state evidenziate alcune forme di cistinuria ereditaria con un elevata concentrazione di cistina nelle urine.  Quando un animale presenta calcoli di cistina in vescica, il primo approccio terapeutico dovrebbe basarsi sull'utilizzo di una dieta a ridotto contenuto proteico (scegliendo proteine con un minor contenuto di amminoacidi solforati) e in grado di alcalinizzare le urine, poiché in urine con PH elevato la cistina risulta maggiormente solubile. Ovviamente anche in questi soggetti è fondamentale aumentare l'introito giornaliero di acqua.

Nel Setter irlandese è stata dimostrata la presenza di un'enteropatia glutine-sensibile, simile alla celiachia dell'uomo, causata da una reazione avversa al glutine (proteina contenuta nel frumento). Ad oggi non è ancora stata trovata con certezza la patogenesi di questa malattia e non è ancora chiaro se sia dovuta ad una risposta immunitaria aberrante nei confronti del glutine o ad un effetto tossico diretto del glutine stesso.  Gli animali affetti da questa patologia presentano generalmente diarrea cronica e perdita di peso dovuti a malassorbimento. L'eliminazione del glutine dalla dieta porta alla scomparsa graduale di questi sintomi e rappresenta contemporaneamente la diagnosi e la terapia di questa patologia.

Anche nel Border terrier è stata dimostrata una patologia dovuta al''intolleranza al glutine, caratterizzata, però, da una sindrome epilettiforme (la cosidetta "epileptoid cramping syndrome del Border terrier") e anche in questo caso si può ottenere un'ottima risposta clinica con una dieta gluten-free.

In altre razze, invece, le problematiche di diarrea e feci malformate sono legate ad un problema di digeribilità dell'amido. Recentemente uno studio ha dimostrato che nei Siberian Husky, negli Alaskan Malamute, negli Akita Inu e nello Shiba Inu l'amilasi, enzima pancreatico preposto alla digestione dell'amido, risulta meno efficiente che in altre razze e proprio per questo possono nascere, in loro, problemi gastroenterici quando assumono alimenti contenenti amido.

Gli Alaskan Malamute e Siberian Husky possono presentare anche un'altra patologia, su base ereditaria, che ha la sua origine in un problema gastroenterico: la dermatopatia responsiva allo zinco, la cui patogenesi sembra essere legata ad uno scarso assorbimento dello zinco in sede intestinale. Da questa patologia, sempre su base ereditaria, possono essere colpiti anche i Dobermann e i Bull terrier.

Anche lo schnauzer nano presenta una predisposizione familiare per lo sviluppo di una patologia su base alimentare a cui possono conseguire dolori addominali e convulsioni e che può, in alcuni casi, predisporlo allo sviluppo di una pancreatite.  Questa patologia viene definita iperlipidemia idiopatica primaria ed è dovuta ad un'alterazione nel metabolismo dei lipidi. In questi animali risulta fondamentale ridurre la concentrazione di lipidi nella dieta e propendere per l'utilizzo di acidi grassi a media catena.

Infine, vorremmo ricordare l'epatopatia ereditaria da accumulo di rame del Bedlington terrier, trasmessa da un carattere autosomico recessivo, in cui il rame si accumula nel fegato a causa di un difetto metabolico della sua escrezione biliare. Oltre a questa razza sembrano essercene altre predisposte a epatopatie con accumulo di rame, sempre per cause ereditarie, come il West Highland white terrier, il Dobermann e il Labrador retriever. In presenza di questa epatopatia è indispensabile ridurre la concentrazione di rame assunta con la dieta, scendendo anche al di sotto dei limiti inferiori indicati da FEDIAF per coprire normalmente i fabbisogni minimi di un cane sano. Inoltre, può essere opportuno integrare l'alimentazione con zinco poiché questo minerale è in grado di attivare una proteina che nelle cellule dell'epitelio intestinale lega il rame limitandone l'assorbimento.

Oltre a quelle descritte fino ad ora, esistono numerose altre patologie su base ereditaria che colpiscono soggetti di determinate razze e che trovano correlazioni con l'alimentazione, ma in questo articolo abbiamo scelto solo le più rilevanti poiché descriverle tutte sarebbe stato impossibile.

BIBLIOGRAFIA:
- Arendt, M., Cairns, K. M., Ballard, J. W. O., Savolainen, P., & Axelsson, E.. Diet adaptation in dog reflects spread of prehistoric agriculture. 2016. Heredity;117(5):301-306.
- Biagi G, Baldi A, Biagi F. L'enteropatia da glutine del Setter irlandese e le analogie con la malattia celiaca dell'uomo. 2016 Veterinaria 30: 207-214.
- Jaeger JQ, Johnson S, Hinchciff KW et al. Characterization of biochemical abnormalities in idiopathic hyperlipidemia of miniature Schnauzer dogs. 2003 ACVIM, Charlotte, NC,
- Lowrie M, Garden OA, Hadjivassiliou M, et al. The clinical and serological effect of a gluten free diet in Border Terriers with epileptoid cramping syndrome. 2015 Journal of Veterinary Internal Medicine 29:1564-1568.
- P.G. Xenoulis , M.D. Levinski , J.S. Suchodolski  J.M. Steiner  Serum Triglyceride Concentrations in Miniature Schnauzers with and without a History of Probable Pancreatitis. January 2011. Journal of Veterinary Internal Medicine 25(1):20-5
- Polvi A, Garden OA, Elwood CM, et al.. Canine major histocompatibility complex genes DQA and DQB in Irish setter dogs. 1997 Tissue Antigens 49:236-243.
- Safra N, Ling GV, Schaible RH, Bannasch DL. Exclusion of urate oxidase as a candidate gene for hyperuricosuria in the Dalmatian dog using an interbreed backcross. 2005 Journal of Heredity 96:750-754.
- Supplemento della settimana veterinaria n 1073: supplementi nutrizionali per la salute dell'intestino e non solo


Commenti all'articolo

Enio - 26 agosto 2019 alle 10:26:07

Illuminante come sempre!! Seguo un allevamento familiare di Dalmata da circa un anno, sono 8 soggetti di cui uno è un maschio. Seguono una dieta a base di carne prevalentemente cruda. Monitoriamo costantemente le urine e al momento a parte il maschio e una femmina giovane non ho particolari problemi. Il contenuto di frattaglie è ridotto al minimo, ricorro regolarmente alla ricotta e alle uova. Avete qualche consiglio da darmi in merito all'opportunità di basiificare le urine attraverso il bicarbonato di sodio ad esempio o all'allopurinolo?
Grazie!

Staff MyVetDiet - 26 agosto 2019 alle 12:28:28

Gentile Dott. Enio buongiorno,

l'allopurinolo viene utilizzato, generalmente, non per alcalinizzare le urine, ma per diminuire l'escrezione urinaria di urati infatti esso, inibendo l'azione dell'enzima xantina-ossidasi, impedisce la trasformazione della xantina e dell'ipoxantina in acido urico nella catena di degradazione delle purine.

Tuttavia, il rischio di un suo utilizzo, soprattutto nel lungo termine, è lo sviluppo di urolitiasi da xantina per accumulo di quest'ultimo a livello urinario. Andrebbe perciò utilizzato con molta cautela, mai a scopo preventivo, e sempre associato ad una dieta povera di purine. Per cui non andrebbe bene per i cani di cui ci parla che si alimentano principalmente di carne. Potrebbe aver senso, invece, utilizzarlo in un cane con uroliti da urati per tentarne la dissoluzione, ma solo per il periodo strettamente necessario, associandola ad una dieta povera di purine (quindi con proteine animali derivanti solo da uova o prodotti lattiero-caseari) e ad agenti alcalinizzanti tenendo, comunque, strettamente monitorate le urine.

Alcuni autori ne suggeriscono l'utilizzo in cani che presentano numerosi casi di urolitiasi da urati come aggiunta al protocollo per le recidive qualora quest'ultimo non bastasse, ma solo per brevi periodi, e sempre associato ad una dieta povera di purine.

Il protocollo per ridurre le recidive negli animali che tendono a sviluppare urolitiasi da urati prevede, invece, l'utilizzo di una dieta povera di purine (che già di per sé tende ad alcalinizzare le urine) nonché aumentare l'introito giornaliero di acqua, o mischiandola direttamente al cibo o aggiungendo un pochino di sale alla dieta per stimolare l'animale a bere. Questo al fine di evitare una sovrasaturazione urinaria. Se nonostante questa dieta l'urina non rimane alcalina andrebbero aggiunti alcalinizzanti per le urine. Tra questi rientra, appunto, il bicarbonato di sodio da lei citato, oppure il citrato di potassio. La dose andrebbe regolata in base al PH delle urine, al fine di mantenere quest'ultimo intorno ai 7.

Infine, ci teniamo a precisare che, ad oggi, non si consiglia l'utilizzo di diete povere di purine in cani dalmata che non hanno mai manifestato episodi di urolitiasi da urati.

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