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Patologie, Terapia dietetica

Calcoli di Xantina e Xantinuria: come affrontarli dal punto di vista nutrizionale.


mercoledì 22 giugno 2022


Calcoli di Xantina e Xantinuria: come affrontarli dal punto di vista nutrizionale

I calcoli di Xantina rientrano nella più grande categoria delle urolitiasi da purine.
In base ad uno studio retrospettivo effettuato dal Minnesota Urolith Center sugli uroliti pervenuti nel centro dal 1998 al 2007 gli uroliti da purine rappresentano all'incirca 6% di tutte le urolitiasi che colpiscono la specie canina e quelli di Xantina l'0,1%


La Xantinuria primaria è un evento molto raro nel cane. Esiste uno studio, del 1997, che prendeva in considerazione l'esistenza di una Xantinuria ereditaria nel cavalier king Charles Spaniel che non è mai stata confermata da successivi studi. Anzi, studi più recenti che hanno analizzato le urine di diversi cani appartenenti a questa razza non hanno rilevato in nessuno di essi la presenza di xantina nelle urine.

Infatti, la causa più comune, e quasi esclusiva, della presenza di uroliti xantinici nei cani è la loro formazione secondaria dovuta alla terapia con allopurinolo, una sostanza comunemente usata in corso di leishmaniosi per la sua capacità di alterare il metabolismo proteico del Leishmania infantum e quindi per ridurre la carica parassitaria all'interno dell'ospite.

La xantina rappresenta un prodotto intermedio del catabolismo delle purine, che deriva dall'ipoxantina e viene generalmente convertita in acido urico ad opera dell'enzima xantina-ossidasi. L'allopurinolo, andando a bloccare l'azione di questo enzima, induce una riduzione delle concentrazioni sieriche, e urinarie di acido urico, e un aumento delle concentrazioni nel siero e nelle urine di xantina. 

Di conseguenza, quantità anormali di xantina vengono escrete nelle urine come principale prodotto finale del metabolismo delle purine con un aumentato rischio che si sviluppi Xantinuria. 

Inoltre, essendo la xantina la meno solubile delle purine naturalmente escrete nelle urine, la Xantinuria può facilmente essere associata alla formazione di veri e propri uroliti di xantina.

Inoltre, nei soggetti affetti da Xantinuria aumenta il rischio di mineralizzazione renale.

A differenza di altri uroliti, quelli a base di Xantina difficilmente possono essere disciolti attraverso una terapia medica e nutrizionale, e spesso necessitano di una chirurgia per essere asportati dalla vescica.

Diventa perciò fondamentale, in cani che presentano anche solo Xantinuria, agire il più tempestivamente possibile per evitare la formazione di uroliti.

Inoltre, sapendo che l'utilizzo dell'allopurinolo rappresenta la principale causa della formazione di calcoli di Xantina è fondamentale monitorare attentamente e frequentemente le urine dei cani che assumono questa sostanza per intraprendere immediatamente un cambio dietetico qualora comparisse Xantinuria.

Uno studio spagnolo ha preso in analisi 320 cani sotto terapia con allopurinolo per capire con quale frequenza essi sviluppassero reazione avverse a livello del tratto urinario.

I risultati mostrano che il 13% dei soggetti ha sofferto di problemi legati alla presenza di Xantina nelle urine.

Il 21% di questi cani ha sviluppato solo Xantinuria, altrettanti hanno sviluppato anche calcoli da Xantina, mentre il 26% ha sviluppato mineralizzazione renale e cristalli di Xantina. La restante parte ha addirittura sviluppato tutte e tre queste problematiche.

Il trattamento prevede tre punti fondamentali in cui la dieta ha un ruolo davvero fondamentale:
1) L'aumento del volume urinario e della diluizione delle urine,
2) La limitazione dell'escrezione di Xantina attraverso una riduzione dei suoi precursori assunti con la dieta,
3) L'alcalinizzazione delle urine (tutti gli uroliti da purine, inclusa la Xantina, tendono a formarsi più facilmente in urine acide).

Per aumentare la diuresi dell'animale e ridurre i rischi di sovrasaturazione delle urine è fondamentale aumentare la quantità di acqua che assume l'animale giornalmente per cercare di portare il peso specifico delle urine al di sotto dei 1020.

Per farlo sicuramente può essere utile fare in modo che l'animale assuma una dieta umida, che sia essa casalinga o commerciale.

Molto più discusso, nell'ambito scientifico, è l'utilizzo di sale nella dieta per stimolare l'animale a bere di più.

Lo "Small animal clinical nutrition" consiglia, per il trattamento delle urolitiasi da purine, di non aggiungere sale alla dieta e di mantenere la percentuale di sodio nella dieta al di sotto dello 0,3% su S.S. tuttavia, queste raccomandazioni, arrivano principalmente da studi in medicina umana.

Dall'altro lato, sempre più nutrizionisti sostengono che la diminuzione del peso specifico delle urine sia tra i fattori più importanti per prevenire la formazione di uroliti e poiché, ad un cane non è possibile spiegare semplicemente che deve bere di più, l'utilizzo di moderate quantità di sale nella dieta possono indurre l'animale a bere molto di più, aumentando cosi l'introito giornaliero di acqua e la diminuzione del peso specifico urinario.

Per limitare l'escrezione di Xantina con le urine è fondamentale agire attraverso la dieta ossia ridurre la quantità di purine che assume l'animale.

Questo scopo si può ottenere attraverso una restrizione delle proteine assunte con la dieta, mantenendo la quota proteica della dieta tra il 10 e il 18% su sostanza secca. L'NRC indica come quantità minima di proteine raccomandate per un cane adulto il 10% su sostanza secca mentre FEDIAF il 18%. Di conseguenza effettuare una restrizione proteica troppo severa può risultare "pericoloso" per un animale, soprattutto se protratta nel lungo periodo, per l'elevato rischio di una carenza amminoacidica. Ciò può essere evitato preparando un piano nutrizionale con moderato/ridotto contenuto proteico (18-20 % S.S.) in cui gli ingredienti utilizzati siano alimenti a basso contenuto di purine.

Infatti, è possibile mantenere la quota proteica totale della dieta un pochino più elevata, prediligendo l'utilizzo di fonti proteiche a basso contenuto di proteine.

Tra gli alimenti ad elevato contenuto di purine, da evitare nei soggetti affetti da Xantinuria, rientrano le frattaglie, alcuni pesci come le alici, le sardine, le aringhe o lo sgombro nonché, tra le carni, quella di oca.

Tutte le altre carni e gli altri pesci, insieme ai legumi e ad alcune verdure come asparagi, spinaci o cavolfiori, rientrano tra gli alimenti a medio contenuto di proteine, da usare con parsimonia, se non da evitare del tutto, nei soggetti in cui è necessario ridurre l'introito di purine.

Proprio per questa ragione, quando si prepara un piano nutrizionale per un cane affetto da Xantinuria, è bene prediligere fonti proteiche alternative come le uova o i prodotti lattiero-caseari, che contengono una ridotta quantità di purine.

Anche le fonti di carboidrati come pane, pasta, riso, patate e altri cereali non integrali, rientrano tra gli alimenti che possono essere utilizzati in questi pazienti.

L'ultimo punto fondamentale nella terapia medica dei cani affetti da Xantinuria è quello dell'alcalinizzazione delle urine.

Il libro "Small animal clinical nutrition" suggerisce in corso di urolitiasi da purine di mantenere un PH urinario tra il 7,1 e il 7,5.

Le diete povere di proteine hanno già di per sé un effetto alcalinizzante sulle urine, tuttavia, può essere necessario somministrare degli agenti aggiuntivi, come per esempio il citrato di potassio al dosaggio indicativo di 40-75 mg/kg ogni 12 ore.

Infine, è bene ricordare che se la Xantinuria è dovuta alla terapia con allopurinolo, una volta terminata questa terapia ed eliminati i cristalli di Xantina dalle urine, non è più necessario mantenere un piano dietetico specifico e l'animale può tornare ad alimentarsi con una dieta di mantenimento.

Questa rappresenta una delle principali differenze tra le urolitiasi da Xantina rispetto a tutte le altre urolitiasi da purine, in cui sembra esistere una predisposizione del singolo soggetto al loro sviluppo e dove spesso è necessario mantenere questo tipo di dieta nel lungo termine, se non addirittura a vita, per evitare recidive.

BIBLIOGRAFIA:
- MS Hand, CD Thatcher, RL Remillard, P Roudebush & BJ Novotny. Small Animal Clinical Nutrition 5th edition. ed. 2010, chapter 38 e 39
- A M L Jacinto , R J Mellanby, M Chandler, N X Bommer, H Carruthers, L D Fairbanks, A G Gow. Urine concentrations of xanthine, hypoxanthine and uric acid in UK Cavalier King Charles spaniels. J Small Anim Pract. 2013 Aug;54(8):395-8
- M Torres , J Pastor , X Roura , M D Tabar , Y Espada , A Font , J Balasch , M Planellas.  Adverse urinary effects of allopurinol in dogs with leishmaniasis. J Small Anim Pract 2016 Jun;57(6):299-304
- Van Zuilen , R F Nickel, T H van Dijk, D J Reijngoud. Xanthinuria in a family of Cavalier King Charles spaniels, Vet Q 1997 Nov;19(4):172-4


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