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Nutrienti, Patologie

Review sull'approccio nutrizionale in corso di patologie gastroenteriche.


mercoledì 14 settembre 2022


Review sull'approccio nutrizionale in corso di patologie gastroenteriche

Le patologie gastroenteriche rientrano, sicuramente, tra le problematiche più comuni con cui si deve confrontare giornalmente il nutrizionista.
Il tratto gastrointestinale comprende numerosi organi come la cavità orale, l'esofago, lo stomaco, l'intestino tenue e l'intestino crasso oltre che agli organi ausiliari come il pancreas e il fegato


Di conseguenza, le patologie che possono colpire questo tratto sono molteplici e possono coinvolgere uno o più organi richiedendo una terapia medica e nutrizionale differente a seconda della causa sottostante.

Una delle prime difficoltà da affrontare, infatti, è proprio quella di localizzare l'organo coinvolto e diagnosticare la patologia da cui è affetto il paziente, soprattutto perché cani e gatti con patologie gastroenteriche differenti spesso presentano segni clinici simili come vomito, diarrea, disoressia e dolore addominale che rendono difficile direzionarsi verso una specifica malattia ma, essendo la gestione nutrizionale completamente differente a seconda della causa, è fondamentale capire quale sia la problematica sottostante prima di improntare un piano nutrizionale.

Proprio per questa ragione è necessario approcciarsi al paziente in maniera sistematica, considerando con attenzione i segni clinici, l'anamnesi, i risultati dell'esame obiettivo, di eventuali esami di laboratorio (come l'esame delle feci e gli esami ematobiochimici), della diagnostica per immagini nonché effettuare una visita nutrizionale del paziente che comprenda la valutazione del BCS, del MCS, dell'attuale dieta e della storia alimentare.

Soltanto a questo punto, il nutrizionista può preparare un piano nutrizionale individualizzato che tenga in considerazione, non solo i nutrienti di maggior interesse per quel paziente e la sua patologia, ma anche le possibili opzioni dietetiche (alimentazione commerciale vs casalinga), le eventuali strategie sulla gestione dell'alimentazione e l'uso di integratori alimentari specifici per il tratto gastroenterico.

Catherine E. Lenox, in un recente articolo, si è concentrata sui fattori da considerare quando si prepara un piano nutrizionale per un cane, o un gatto, con malattie gastrointestinali riassumendo, in uno schema che riportiamo di seguito, quali nutrienti chiave devono essere considerati e modificati nelle patologie gastroenteriche più comuni.

Oltre al tipo e alla quantità di proteine, grassi e fibre da inserire nel piano nutrizionale, all'interno dello schema riporta anche l'eventuale necessità di integrazione di cobalamina e i possibili benefici nell'inserire altri integratori come prebiotici o probiotici.

In questo riassunto non vengono indicati quantitativi specifici poiché, come spiega l'autrice, essi dipendono anche dalla dieta che sta assumendo il paziente al momento della visita.

Se ad esempio, un paziente sviluppa pancreatite (per la quale è generalmente consigliata una restrizione dei grassi assunti con l'alimentazione) mentre consuma già una dieta a basso contenuto di grassi (meno di 30 grammi di grassi ogni 100 kcal) per gestire i segni clinici potrebbe essere necessario passare ad una dieta con un contenuto ancora più basso di lipidi (meno di 20 grammi di grassi ogni 100 kcal) mentre se il paziente affetto da pancreatite stesse consumando una dieta con un contenuto elevato di grassi potrebbe bastare per lui una dieta con un moderato/basso contenuto di lipidi.

PATOLOGIA
DENSITÀ ENERGETICA
PROTEINE (QUANTITÀ E TIPO)
GRASSI
FIBRA (QUANTITÀ E TIPO)
SUPPLEMENTO DI COBALAMINA
VANTAGGI NELL'USO DI INTEGRATORI COMUNI+-

PANCREATITE (CANE)
Moderata
Moderate e ad elevata digeribilità
Bassi o ultrabassi
Bassa, mista tra solubile e insolubile
No
No

PANCREATITE (GATTO)
Da moderata a elevata
Moderate e ad elevata digeribilità, fonti nuove o idrolizzate se presente anche una malattia infiammatoria intestinale
Moderati
Bassa, mista tra solubile e insolubile
Si, dopo esame ematobiochimico
I probiotici o i simbiotici possono essere utili, a seconda dei segni clinici (soprattutto se c'è in concomitanza una malattia infiammatoria intestinali)

GASTROENTERITE ACUTA
Da moderata a elevata
Moderate e ad elevata digeribilità
Variabile(*)
Bassa, mista tra solubile e insolubile
No
Probiotici o simbiotici possono essere utili, a seconda dei segni clinici

ENTEROPATIE CRONICHE/IBD
Elevata
Moderate, con elevata digeribilità, fonti nuove o idrolizzate
Da bassi a moderati. In pazienti con basso BCS può essere utile aumentarli
Bassa, mista tra solubile e insolubile, Tuttavia alcuni animali possono rispondere ad una dieta ricca di fibre
Si, dopo esame ematobiochimico
Probiotici o simbiotici possono essere utili, a seconda dei segni clinici

COLITE
Moderata
Da moderate a elevate, con elevata digeribilità, fonti nuove o idrolizzate
Moderati
Elevate, se le fibre sono tollerate, basse se non tollerate. Miste
No, eccezion fatta per animali che hanno anche una infiammazione dell'ileo concomitante
Probiotici o simbiotici possono essere utili, a seconda dei segni clinici

PLE/LINFANGECTASIA
Moderata
Da moderate a elevate, con elevata digeribilità, fonti nuove o idrolizzate
Da bassi a ultra bassi
Basse e miste tra solubili e insolubili
Sì, dopo esame ematobiochimico
Probiotici o simbiotici possono essere utili, a seconda dei segni clinici

COSTIPAZIONE CRONICA
Da bassa a moderata
Moderate e ad elevata digeribilità
Moderati
Variabile, a seconda della risposta clinica, mista, per lo più solubile
No
Supplemento di fibra?



*Il livello ideale di grassi alimentari per cani e gatti con gastroenterite acuta resta da determinare. Fonti affermano che il basso contenuto di grassi può essere benefico per questi pazienti, ma non esiste uno studio che indaghi i benefici della restrizione dei grassi rispetto ai vantaggi di fornire una dieta con un'elevata densità energetica per ridurre il volume dei pasti.

"Basso", "moderato" o "elevato" possono essere associati a valori assoluti differenti, anche a seconda del nutrizionista. Per questa ragione l'autrice specifica quali sono i valori a cui lei si riferisce con queste definizioni:
- Densità energetica: alta se superiore a 400 kcal/100 grammi di alimento, basse se inferiore a 310 kcal/100 grammi nel cane e a 325 kcal/100 grammi nel gatto;
- Proteine: nel cane meno di 45 grammi/1000 kcal possono essere considerate basse mentre sopra ai 70 grammi/1000 kcal possono essere considerate elevate. Nel gatto, invece, un quantitativo di proteine inferiore a 70 grammi/1000 kcal è da considerare basso mentre superiore ai 100 gr/1000 kcal è da ritenere elevata;
- Grassi: nel cane: ultrabassi se inferiori a 20 gr/1000 kcal, bassi al di sotto dei 30 gr/1000 kcal, elevati se superiori a 45 gr/1000 kcal. Nel gatto, invece, un basso contenuto di grassi si riferisci a 30-35 gr/1000 kcal mentre è da considerarsi elevato qualsiasi valore al di sopra dei 50 gr/1000 kcal;
- Fibra (solubile + insolubile): sotto i 30 gr/1000 kcal può essere considerata bassa mentre trai i 45 e 50 gr/1000 kcal può ritenersi una quota elevata.

Infine, una volta improntato il piano nutrizionale è necessario applicare qualche strategia nella gestione dell'alimentazione. Spesso, per esempio, è necessario raccomandare che il paziente venga alimentato con piccoli pasti e frequenti per contrastare la disoressia associata alla patologia gastroenterica.

Un'altra decisione che spetta al nutrizionista, in base alla gravità dei segni clinici, è se inserire immediatamente tutta la razione durante la giornata oppure iniziare gradualmente.

Se l'animale, ad esempio, è stato a digiuno per lungo tempo, è bene evitare di reintrodurre il cibo troppo rapidamente al solo scopo di soddisfare il suo fabbisogno energetico di mantenimento fin da subito ma è consigliabile partire da un 25-50% del fabbisogno energetico a riposo (RER) per aumentare in modo lento e graduale la quantità di energia assunta fino a coprire il suo fabbisogno energetico di mantenimento (MER).

BIBLIOGRAFIA:
- Catherine E. Lenox. Nutritional Management for Dogs and Cats with Gastrointestinal Diseases. Vet Clin Small Anim 51 (2021) 669684.


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