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Alimentazione, Nutrienti

Migliorare le performance dei cani atletici con integrazioni specifiche.


mercoledì 7 aprile 2021


Migliorare le performance dei cani atletici con integrazioni specifiche

Un corretto allenamento può favorire la regolazione dei meccanismi antiossidanti endogeni per compensare l'aumentata produzione dei radicali liberi, ma quando l'attività fisica risulta molto intensa ciò può non bastare e il corpo va incontro a stress ossidativo. Tra le sostanze ergogene più importanti da utilizzare nell'alimentazione di un cane atleta rientrano sicuramente quelle ad azione antiossidante

In un articolo precedente abbiamo ampliamente trattato l'importanza di una dieta su misura per i cani sportivi e delle notevoli differenze che ci possono essere a seconda dello sport praticato.

Tuttavia, non abbiamo approfondito il ruolo che possono avere alcune integrazioni specifiche nel migliorare le performance.

Tra le sostanze ergogene più importanti da utilizzare nell'alimentazione di un cane atleta rientrano sicuramente quelle ad azione antiossidante.

Durante l'esercizio fisico c'è un notevole aumento del consumo di ossigeno e della produzione di anioni superossidi.

Un corretto allenamento può favorire la regolazione dei meccanismi antiossidanti endogeni per compensare l'aumentata produzione dei radicali liberi, ma quando l'attività fisica risulta molto intensa ciò può non bastare e il corpo va incontro a stress ossidativo.

Negli atleti umani, lo stress ossidativo incontrollato sembra essere coinvolto nell'affaticamento muscolare cronico e può portare a una condizione chiamata "sovrallenamento". È possibile che gli atleti canini sperimentino un fenomeno simile.

L'integrazione alimentare con antiossidanti può aiutare a ridurre questo fenomeno, ma solo se effettuata correttamente e in maniera equilibrata. Infatti, alcuni studi hanno dimostrato che un'eccessiva assunzione di antiossidanti, soprattutto se si utilizza un singolo nutriente, può avere un effetto controproducente con la riduzione delle performance.

Le molecole ad azione antiossidanti maggiormente utilizzate sono la vitamina E e la vitamina C. Anche il selenio, essendo coinvolto nella composizione di un enzima antiossidante (glucatione perossidasi), può proteggere le cellule dallo stress ossidativo, ma è importante controllare che la quantità somministrata non superi i livelli massimi indicati da FEDIAF.

La vitamina E è tra gli antiossidanti più importanti per proteggere, anche nel corpo, gli acidi grassi polinsaturi dall'ossidazione. Di conseguenza una sua integrazione è maggiormente importante negli animali sportivi che assumono una dieta particolarmente ricca di grassi, come i cani da endurance. Il dosaggio esatto da integrare non è stato, ad oggi, ancora definito ma indicativamente esso può essere compreso tra le 10 e le 50 U.I./kg in base alla quantità di acidi grassi polinsaturi contenuti nel piano nutrizionale e un suo aumento deve essere bilanciato da un adeguato aumento della quantità di selenio. Infatti, l'azione antiperossidativa di questa vitamina è notevolmente potenziata dal selenio, cofattore dell'enzima glutatione perossidasi.

Questo minerale, però, se somministrato in eccesso, può avere un effetto tossico e, per questa ragione, un eventuale suo supplemento deve essere fatto senza mai superare il limite massimo giornaliero indicato da FEDIAF.

La vitamina C è l'agente riducente più potente disponibile per le cellule. Esso, oltre a permettere la rigenerazione della vitamina E ossidata, ha un importante ruolo nella sintesi dell'L-carnitina e del collagene e rimuove i radicali liberi intra ed extracellulari.

I cani possono sintetizzare questa vitamina a livello epatico a partire dal glucosio attraverso la via dell'acido glucuronico, ma alcuni studi effettuati in vitro hanno messo in evidenza che questa capacità di sintesi nel cane è inferiore rispetto che in altri mammiferi.

Di conseguenza, in situazioni di stress ossidativo, una sua supplementazione con l'alimentazione può risultare benefica. Tuttavia, alcuni studi sui levrieri hanno evidenziato che in soggetti dove l'integrazione era effettuata con elevati dosi, le performance risultavano diminuite e i tempi di gara più lenti.

Questo sembra dimostrare che un'integrazione di più antiossidanti a dosaggi più bassi sia da preferire come approccio rispetto all'utilizzo di un singolo nutriente ad elevate dosi.

Anche per questa vitamina, ad oggi, non sono chiari i dosaggi corretti da utilizzare per integrare le diete di animali sportivi.

L'esercizio aumenta l'escrezione delle vitamine idrosolubili a seguito dell'aumentato turnover dell'acqua corporea totale e, una loro adeguata integrazione, permette di evitarne le carenze soprattutto in cani sportivi.

Particolare attenzione andrebbe rivolta verso la vitamina B1 per il suo ruolo nel metabolismo degli amminoacidi a catena ramificata e per il rischio di eccessivo accumulo di acido lattico a cui può andare incontro un animale sportivo in caso di sua carenza.

Essa, inoltre, regola l'utilizzo energetico di glucosio e la quantità di vitamina B1 che l'animale deve assumere aumenta con l'aumentare della quantità di glucidi inclusi nella sua dieta.

Una sua carenza può avere come conseguenza la mancata conversione dell'acido piruvico in Acetil-CoA con accumulo di acido piruvico e successivamente di acido lattico nei tessuti e aumento del rischio di sviluppo di astenia muscolare.

Tra le sostanze ergogene, che andrebbero considerate come integratori da somministrare agli animali sportivi, rientrano quelle con azione energetica che hanno come principale funzione quella di fornire energia di pronto utilizzo al corpo.

Tra le più utilizzate troviamo le maltodestrine che hanno il vantaggio, rispetto agli zuccheri semplici, di avere un rilascio più graduale nel tempo non provocando il rapido picco di insulina caratteristico dei glucidi altamente digeribile ma, contemporaneamente, di essere rapidamente assorbite e più facilmente utilizzate come fonte di glucosio rispetto a carboidrati più complessi come l'amido.

Esse possono essere utilizzate, sia durante lo sforzo fisico sottoforma di snack, sia nella fase di recupero per permettere il ripristino delle riserve di glicogeno muscolare.

Infine, ci sono altre due integrazioni che possono risultare utili in animali sportivi: i BCAA e la carnitina

I BCAA (amminoacidi ramificati), ossia la valina, l'isoleucina e la leucina, diversamente dagli altri amminoacidi vengono metabolizzati solo nel muscolo scheletrico. L'esercizio fisico promuove l'ossidazione dei BCAA a livello muscolare attraverso l'attivazione del complesso degli enzimi dell'α-chetoacido deidrogenasi a catena ramificata che ha come funzione proprio quella di metabolizzare questo tipo di amminoacidi. Di conseguenza, negli sportivi il loro fabbisogno risulta aumentato e una loro integrazione sia prima che dopo l'esercizio può avere effetti benefici nel ridurre il danno muscolare e nel promuovere la sintesi proteica nei muscoli.

Inoltre, gli amminoacidi ramificati possono svolgere un'azione ritardante sulla comparsa della fatica, infatti, se essi sono presenti nel circolo ematico durante l'esercizio, impediscono la conversione del triptofano in serotonina, ormone responsabile della sensazione di fatica.

L'utilizzo della L-carnitina negli sportivi ha, invece, come principale scopo quello di favorire il trasferimento degli acidi grassi all'interno dei mitocondri e quindi di permetterne il loro utilizzo come fonte energetica.

BIBLIOGRAFIA:
- MS Hand, CD Thatcher, RL Remillard, P Roudebush & BJ Novotny. Small Animal Clinical  Nutrition 5th edition. ed.   2010, chapter 18
- Rebecca J. Marshall, Karen C. Scott, Richard C. Hill,3 Daniel D. Lewis, Deborah Sundstrom, Galin L. Jones and Jean Harper. Supplemental Vitamin C Appears to Slow Racing Greyhounds. J Nutr 2002 Jun;132(6 Suppl 2):1616S-21S. doi: 10.1093/jn/132.6.1616S
- Yoshiharu Shimomura, Taro Murakami, Naoya Nakai, Masaru Nagasaki, Robert A Harris. Exercise promotes BCAA catabolism: effects of BCAA supplementation on skeletal muscle during exercise. J Nutr 2004 Jun;134(6 Suppl):1583S-1587S
- Joseph Wakshlag and Justin Shmalberg. Nutrition for Working and Service Dogs.Small Animal Practice, 44(4), 719–740.
- Emanuela Valle DVM, PhD, ECVCN dipl. "Nutrienti specifici per migliorare le performance atletiche". Executive master nutrizione dietetica clinica e tecnologia del petfood. Febbraio 2019


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