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Fabbisogno energetico, Patologie, Terapia dietetica

Patologie intestinali del gatto: IBD Vs Linfoma dal punto di vista nutrizionale.


mercoledì 30 dicembre 2020


Patologie intestinali del gatto: IBD Vs Linfoma dal punto di vista nutrizionale

L'IBD (infiammatory bowel disease) e il linfoma alimentare sono tra le patologie più comuni che colpiscono l'apparato gastroenterico del gatto. I segni clinici di entrambe le malattie sono spesso aspecifici e comprendono vomito, diarrea, disoressia, dimagrimento e, in alcuni soggetti, melena, a seconda del tratto gastroenterico colpito

Dal punto di vista epidemiologico le due patologie sembrano avere un andamento leggermente differente. Infatti, se l'IBD colpisce gatti di tutte le fasce d'età, il linfoma è più comune in gatti anziani (10-11 anni), tuttavia, si possono identificare dei linfomi intestinali anche in soggetti molto più giovani.

Per poter differenziare l'IBD dal linfoma è necessario effettuare delle indagini diagnostiche approfondite. L'ecografia addominale è il primo passo per una valutazione del tratto gastroenterico, degli strati parietali dell'intestino e dei linfonodi addominali. Alterazioni localizzate, come la presenza di una massa o la modificazione della stratigrafia intestinale in un solo tratto dell'intestino, sono generalmente suggestive della presenza di un linfoma, mentre l'eventuale presenza di lesioni nel pancreas, fegato o nei dotti biliari, può far propendere verso una diagnosi di infiammazione intestinale dato che, il gatto affetto da IBD, spesso è colpito anche da una concomitante colangite. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, le alterazioni ecografiche di entrambe le malattie sono caratterizzate da un'alterazione diffusa della parete intestinale, a volte associata ad un aumento del volume dei linfonodi, che rende impossibile differenziare l'IBD dal linfoma intestinale diffuso. In questi casi è necessario effettuare un'endoscopia con prelievi bioptici. L'analisi istologica delle biopsie ottenute da diversi sedi intestinali può portare ad una diagnosi definitiva.

In entrambe le patologie la preparazione di un piano nutrizionale ad hoc deve far parte della scelta terapeutica. In entrambi i casi l'approccio nutrizionale deve iniziare dalla valutazione dello status nutrizionale del paziente, del suo stato di idratazione, del BCS e dell'MCS per poter calcolare con più precisione possibile il suo fabbisogno energetico di mantenimento. L'eventuale presenza di cachessia neoplastica, in corso di linfoma, deve essere tenuta in considerazione quando viene calcolato il fabbisogno energetico dell'animale. Inoltre, in entrambe le malattie è bene valutare se è presente un malassorbimento che può aver portato l'animale ad uno stato di malnutrizione proteico-calorica generalizzata e/o ad una carenza specifica di oligoelementi.

Quando si calcola il fabbisogno energetico è importante considerare anche se l'animale è ospedalizzato o meno poiché, negli animali ricoverati e tenuti in gabbia, la stima delle kcal da far assumere all'animale dovrebbe essere calcolata utilizzando la formula per il calcolo del fabbisogno energetico a riposo (RER) = 70x (peso attuale)0,75.

A seguire andrebbe preparato il piano nutrizionale specifico per il paziente tenendo in considerazione i fattori nutrizionali chiave a seconda che l'animale sia affetto da IBD o da linfoma.

IBD
Oltre alla scelta di una nuova fonte proteica e di carboidrato mai assunte dal paziente, la dieta dovrebbe rispettare i seguenti tenori:

- Se si opta per una dieta ad elevata digeribilità
DENSITÀ ENERGETICA: 4-4,5 Kcal/grammo
PROTEINE: > 35% su S.S. con fonti proteiche con digeribilità > 87%
GRASSI: 15%-25% su S.S con fonti lipidiche con digeribilità > 90%
FIBRE: < 5% su S.S.

- Se si opta per una dieta ad elevato contenuto di fibre
DENSITÀ ENERGETICA: >3,4 Kcal/grammo
PROTEINE: > 35% su S.S. con fonti proteiche con digeribilità > 80%
GRASSI: 9%-18% su S.S con fonti lipidiche con digeribilità > 80%
FIBRE: 7%-15% su S.S.

Per un ulteriore approfondimento sulle diete nei pazienti affetti da IBD vi rimandiamo alla lettura del seguente articolo: IBD: Come gestirle dal punto di vista nutrizionale.

LINFOMA
Ad oggi non sono ancora stati effettuati degli studi specifici sull'alimentazione che dovrebbe assumere un gatto affetto da linfoma intestinale, mentre uno studio effettuato in cani affetti da linfoma allo stadio III, ha evidenziato che una dieta umida, a basso tenore di carboidrati e arricchita con olio di pesce o arginina, aumenta i tempi di sopravvivenza e l'intervallo libero da malattia.

Di conseguenza, quando si prepara un piano nutrizionale per un gatto affetto da linfoma, andrebbero seguite le linee guida fornite per i gatti malati di tumore, ossia:

PROTEINE: 40-50% su S.S., al fine di ridurre i rischi di una malnutrizione proteica.
GRASSI: 25%-40% su S.S. per aumentare la densità energetica della dieta con lo scopo di garantire al paziente un'assunzione energetica sufficiente, soprattutto quando l'appetito dell'animale decresce.
La dieta dovrebbe contenere un elevato tenore di acidi grassi omega 3 (> 5% su S.S.) cercando di mantenere un rapporto omega 6/omega 3 che si attesti intorno all' 1:1.
CARBOIDRATI: < 25% su S.S. di NFE
ARGININA: > 2% su S.S.
TAURINA: è sempre indicata una supplementazione di taurina nelle diete preparate per i gatti.

Ovviamente, sia che il paziente sia affetto da IBD o da linfoma, la sua dieta dovrebbe essere ben equilibrate e soddisfare tutti i fabbisogni nutrizionali indicati da FEDIAF per la specie felina.

Infine, andrebbero valutate eventuali integrazioni mineral-vitaminiche specifiche in base alle carenze che presenta il paziente. Particolare attenzione andrebbe posta alla cobalamina, considerando che alcuni studi riportano una possibile carenza di questa vitamina sia in gatti affetti da IBD che da linfoma.  Gatti con infiammazione intestinale, complicata da carenza di cobalamina, hanno dimostrato un miglioramento dell'incremento ponderale e della risposta alla terapia in seguito ad un'integrazione con questa vitamina per via parenterale. Mancano, invece, studi sui benefici di questa integrazione in gatti affetti da linfoma.

BIBLIOGRAFIA:
- Debra L. Zoran (2008). Nutritional Management of Feline Gastrointestinal Diseases. , 23(4), 200–206.
- MS Hand, CD Thatcher, RL Remillard, P Roudebush & BJ Novotny. Small Animal Clinical  Nutrition 5th edition. ed.   2010, chapter 30 and chapter 57
- Ogilvie GK, Fettman MJ, Mallinckrodt CH, Walton JA, Hansen RA, Davenport DJ, Gross KL, Richardson KL, Rogers Q, Hand MS. Effect of fish oil, arginine, and doxorubicin chemotherapy on remission and survival time for dogs with lymphoma: a double-blind, randomized placebo-controlled study. Cancer. 2000 Apr 15;88(8):1916-28.
- Pibot P, Biourge V, Elliott D, Enciclopedia della nutrizione clinica del gatto, 2008, capitolo 3 e capitolo 11


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